Le Cartiere

Il Giustiniani descrive nel XVI secolo la valle del Leira come un sistema di insediamenti caratterizzati dalla presenza di numerosi molini, ferriere, edifici per la produzione della carta. Gli opifici preindustriali, attivi nella valle prevalentemente tra XVII e XIX secolo, per dimensione e modalità produttive erano fortemente integrati e complementari alle ville agricole in cui si inserivano con opere di regimazione idraulica.

L’Opera del Santuario, istituita nel 1679, ne garantiva il mantenimento attraverso investimenti produttivi: vennero eretti tre opifici da carta, poi ceduti in gestione a mercanti. L’Opera affittava a costoro anche due molini da grano e un’osteria, e nei lavori di completamento del Santuario impiegava come manodopera i manenti, deducendo il loro contributo dalle pigioni dovute. Dei tre edifici due sono ancora riconoscibili: l’ex cartiera Piccardo e l’ex cartiera Sbaraggia.
Il processo di dismissione, che si concluse nel corso degli anni ’60, ha reso disponibile un cospicuo patrimonio immobiliare, che costituisce una risorsa culturale e materiale per il recupero della valle.
   
L’ex Cartiera Piccardo
L’aspetto attuale dell’edificio è del 1724, recentemente recuperato in termini residenziali.

 

 

L’ex cartiera Sbaraggia
Risale al 1756. Dopo il restauro è stata adibita a Centro di Documentazione ed Esposizione dell’Arte Cartaria.

 

 

L’ex cartiera del Travo
E’ del 1611, ancora ben conservata e costituisce l’ingresso al centro di Acquasanta.