Il basilico cresce a Prà

Il basilico genovese

La varietà “basilico genovese” ha una foglia di dimensioni medio-piccole, forma ovale, convessa e di colore verde tenue. Il suo profumo è delicato e non presenta quella traccia di menta che invece si riscontra in altre varietà.
Viene seminato manualmente a terra ad una profondità di 0,5 cm, entro aiuole (“tacche“) appositamente predisposte, larghe 120 – 160 cm, dopo aver interrato i fertilizzanti, soprattutto organici, durante le operazioni di preparazione del terreno.
Quest’ultimo dev’essere leggero, con buona dotazione di calcio, ricco di sostanza organica e non acido. Le semine si susseguono per tutto l’anno, anche se si concentrano soprattutto in primavera.

 
La coltivazione

La coltivazione richiede frequenti irrigazioni (è indispensabile un buon drenaggio, evitando ristagni di umidità), il basilico non tollera le temperature vicino a 0 °C e richiede almeno 15 °C per la germinazione (temperatura ottimale tra 20 e 25 °C).
E’ una pianta che fiorisce in estate, cresce bene in pieno sole, ma un leggero ombreggiamento determina esemplari teneri, dall’aroma delicato. Si raccoglie manualmente: gli operatori, sdraiati su assi di legno, raccolgono le giovani piantine e le confezionano in mazzetti e bouquet. Per la Città Metropolitana  di Genova il maggior sbocco commerciale del basilico è infatti il mercato fresco.

Le serre

Le serre caratterizzano il paesaggio collinare di Prà già dagli anni `20 del `900, con impianti di limitata dimensione (200-400 mq per un’altezza max di 2 metri al colmo) in legno e vetro, spesso ancor oggi in funzione. Gradualmente essi vengono sostituiti da serre a campata larga tipo large wide , con un’altezza più che doppia, più efficienti sistemi di ventilazione e maggior luminosità interna: questo per combattere l’insorgenza di fitopatologie e ovviare alla mancanza di meccanizzazione delle principali operazioni colturali.

Le serre per il basilico sono raramente corredate da impianto di illuminazione supplementare, mentre in molti casi sono dotate di impianto di condizionamento che, mediante ventole, migliora la distribuzione del calore e dell’umidità; è assente la coltivazione di basilico fuori suolo.

Il livello di automazione è ridotto: il 30% degli intervistati dispone di sistemi di apertura e di chiusura dei portelloni laterali, e la percentuale si riduce ulteriormente se si considera il fattore ombreggiamento, irrigazione e fertirrigazione.

Le piccole aziende a conduzione familiare realizzano l’irrigazione a mano, senza particolari attrezzature, mentre le aziende di medie dimensioni dispongono di qualche forma di automazione (dal timer a centraline di media complessità per impostare semplici programmi di irrigazione). Circa i sistemi di riscaldamento, quasi tutti i produttori dispongono di un impianto a gasolio, con un quadro di accensione/spegnimento della caldaia regolato da un termostato.

 

La coltura del basilico

La coltura del basilico era un tempo circoscritta alla Liguria, dove rappresentava la specie orticola più coltivata in ambiente protetto e vantava il primato assoluto in Italia (170 tonnellate all’anno, di cui 120 in serra), mentre è recente la diffusione della coltura in pieno campo anche in zone dell’Italia meridionale. Attualmente vengono coltivati oltre 100 ettari indicativamente suddivisi fra diverse regioni.
Le aziende di più lunga tradizione si concentrano nella Città Metropolitana di Genovano: la maggior parte ha iniziato l’attività tra gli anni `20 e ’60 (e il basilico vi è prodotto soprattutto in serra), ad Imperia e La Spezia negli anni `70 e ’80, a Savona negli anni ’90; la superficie totale regionale investita a basilico è di circa 400 ettari.
Nel settore sono impegnate una media regionale ad ettaro di 8 incaricati e con una netta prevalenza di manodopera femminile. La forma di commercializzazione (mazzetti o sfuso) influisce enormemente sulla manodopera: la maggior parte delle aziende genovesi, infatti, commercializza il prodotto a mazzetti (bouquet) per il mercato del fresco e ciò giustifica un numero elevato di addetti per unità di superficie.